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	<title>Commenti a: Alzate il culo!</title>
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	<description>Il Blog</description>
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		<title>Di: Beatrice Andolina</title>
		<link>http://www.serenettamonti.it/2009/10/22/alzate-il-culo/comment-page-1/#comment-75</link>
		<dc:creator>Beatrice Andolina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:07:02 +0000</pubDate>
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		<description>Non voglio fare del terrorismo psicologico, ma alla base di tutto come al solito ci sono le famose &quot;Vie di Fuga&quot;.
I precari sono precari e vabbè! I più fortunati sono quelli senza esperienza e che si affacciano sul mondo del lavoro ed affascinati dai guadagni decidono di darsi una visibilità ridotta, di sei mesi, tre mesi a volte uno solo.
Gli altri sono i lavoratori di serie B. Quelli che devono sempre esserci. Pagati a giornate, si diciamolo a giornate non a progetto. Perchè quando si stipula un contratto si fa il calcolo dei giorni lavorativi presenti nel periodo di assunzione. A questi si sottraggono quelli di probabili ferie e malattie. Quello che ne risulta viene moltiplicato per una tariffa che LORO, reputano congrua in base all&#039;esperienza ed alle capacità referenziate e così si raggiunge il netto mensile. non è finita: questo netto viene scorporato in una parte regolarmente retribuita ed in un&#039;altra con rimborsi e trasferte - tanto per non pagarci tasse sopra!
I primi intoppi si hanno quando nei periodi di chiusura festiva delle aziende, il lavoratore di serie B non deve recarsi al lavoro. Ed allora lì, proprio sotto le feste e quando quelli di serie A - i dipendenti a tempo indeterminato - si organizzano partenze e svaghi, al lavoratore di serie B gli viene chiesto di rinunciare ai rimborsi o alle trasferte, perchè risultano ingiustificabili alla contabilità aziendale. Chi accetta quel periodo fa&#039; la &quot;fame&quot;, chi non accetta si guarda in giro e ricomincia a cercarsi lavoro. Provate a pensare che bello lavorare cercandosi continuamente un altro lavoro, per non rimanere &quot;a bagno&quot;, cercando inoltre di non gravare sul committente!
Mentre questo accade i lavoratori di serie A scendono in piazza per farsi sentire e far cambiare le cose, ma non lo fanno anche per i precari, che a mio giudizio, non dovrebbero neanche partecipare alle manifestazioni, dato che i loro diritti dovrebbero essere sostenuti e difesi da quelli che godono dell&#039;indeterminalità dei loro progetti.
Già, tutto si complica però quando anche questi vengono mandati a casa per fallimenti virtuali, o licenziamenti collettivi consensuali con buonuscita.
Allora che si fa? Attenzione che a breve i lavoratori di serie B saranno in numero maggiore di quelli di serie A. Attenzione quando soprattutto vi recherete al lavoro è lì che un precario sta aspettando che vi mettiate in malattia per godersi il vostro posto di lavoro, almeno per qualche giorno. Che schifo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio fare del terrorismo psicologico, ma alla base di tutto come al solito ci sono le famose &#8220;Vie di Fuga&#8221;.<br />
I precari sono precari e vabbè! I più fortunati sono quelli senza esperienza e che si affacciano sul mondo del lavoro ed affascinati dai guadagni decidono di darsi una visibilità ridotta, di sei mesi, tre mesi a volte uno solo.<br />
Gli altri sono i lavoratori di serie B. Quelli che devono sempre esserci. Pagati a giornate, si diciamolo a giornate non a progetto. Perchè quando si stipula un contratto si fa il calcolo dei giorni lavorativi presenti nel periodo di assunzione. A questi si sottraggono quelli di probabili ferie e malattie. Quello che ne risulta viene moltiplicato per una tariffa che LORO, reputano congrua in base all&#8217;esperienza ed alle capacità referenziate e così si raggiunge il netto mensile. non è finita: questo netto viene scorporato in una parte regolarmente retribuita ed in un&#8217;altra con rimborsi e trasferte &#8211; tanto per non pagarci tasse sopra!<br />
I primi intoppi si hanno quando nei periodi di chiusura festiva delle aziende, il lavoratore di serie B non deve recarsi al lavoro. Ed allora lì, proprio sotto le feste e quando quelli di serie A &#8211; i dipendenti a tempo indeterminato &#8211; si organizzano partenze e svaghi, al lavoratore di serie B gli viene chiesto di rinunciare ai rimborsi o alle trasferte, perchè risultano ingiustificabili alla contabilità aziendale. Chi accetta quel periodo fa&#8217; la &#8220;fame&#8221;, chi non accetta si guarda in giro e ricomincia a cercarsi lavoro. Provate a pensare che bello lavorare cercandosi continuamente un altro lavoro, per non rimanere &#8220;a bagno&#8221;, cercando inoltre di non gravare sul committente!<br />
Mentre questo accade i lavoratori di serie A scendono in piazza per farsi sentire e far cambiare le cose, ma non lo fanno anche per i precari, che a mio giudizio, non dovrebbero neanche partecipare alle manifestazioni, dato che i loro diritti dovrebbero essere sostenuti e difesi da quelli che godono dell&#8217;indeterminalità dei loro progetti.<br />
Già, tutto si complica però quando anche questi vengono mandati a casa per fallimenti virtuali, o licenziamenti collettivi consensuali con buonuscita.<br />
Allora che si fa? Attenzione che a breve i lavoratori di serie B saranno in numero maggiore di quelli di serie A. Attenzione quando soprattutto vi recherete al lavoro è lì che un precario sta aspettando che vi mettiate in malattia per godersi il vostro posto di lavoro, almeno per qualche giorno. Che schifo!</p>
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	<item>
		<title>Di: Saverio Galluccio</title>
		<link>http://www.serenettamonti.it/2009/10/22/alzate-il-culo/comment-page-1/#comment-74</link>
		<dc:creator>Saverio Galluccio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:36:57 +0000</pubDate>
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		<description>brava Serenetta. Scendiamo in piazza insieme ai lavoratori che perdono il loro posto. è troppo facile protestare quando non si ha nulla da perdere, molto più difficile farlo quando da perdere si ha molto, ma la valenza di una tale solidarietà è infinita. Fino a quando, ognuno penserà ai cazzi propri e non condividerà con gli altri questi momenti di difficoltà, non usciremo da questa profonda crisi. E le tensioni sociali aumenteranno a dismisura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>brava Serenetta. Scendiamo in piazza insieme ai lavoratori che perdono il loro posto. è troppo facile protestare quando non si ha nulla da perdere, molto più difficile farlo quando da perdere si ha molto, ma la valenza di una tale solidarietà è infinita. Fino a quando, ognuno penserà ai cazzi propri e non condividerà con gli altri questi momenti di difficoltà, non usciremo da questa profonda crisi. E le tensioni sociali aumenteranno a dismisura.</p>
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