Succede al Consiglio Comunale di Roma

Il 31 luglio, sono andata a L’Aquila in macchina con uno dei ragazzi del Popolo Viola. Macchina colorata, quindi: un’agenda rossa e un popolo viola. Partiti per lo stesso motivo: andare a dare il nostro piccolo contributo per dare sostegno a quei cittadini che, il Governo…”vicino alle famiglie”…le proprie…ha dimenticato tra le macerie.
Arrivavo dalla notte trascorsa in Campidoglio a seguire la discussione che avrebbe portato alle 6 di mattina, sempre del 31 luglio, all’approvazione del Bilancio del Comune di Roma.
In macchina riflettevo, raccoglievo idee cercando di puntualizzare cose che non avrei voluto dimenticare e che avrei voluto mettere nero su bianco sul mio blog.
Per farlo coinvolgevo l’amico viola.
Fino ad oggi ero indecisa se scrivere le mie sensazioni su L’Aquila o sul Consiglio comunale andato in notturna…ecco ho deciso…”la seconda che hai detto”.
Ho pensato ai racconti fatti in macchina: del momento in cui ho avuto un attacco di sconforto guardando l’aula consiliare e scoprendo un aspetto eccessivamente ludico per quel posto e per chi lo occupa.
“Ho visto cose che voi umani non potete immaginare”: consiglieri fisicamente e mentalmente assenti, si scambiavano battute da uno scranno all’altro. C’è stato un momento in cui, chi avesse soltanto ascoltato la diretta radio, avrebbe dedotto che c’era bagarre in aula…perchè i consiglieri si gridavano “vergogna” reciprocamente…Ebbene, non erano in lite, si stavano sfottendo a vicenda…c’era un consigliere…di cui non farò il nome…per rispetto ai suoi elettori…i quali avrebbero potuto presidiare anche loro il Consiglio come me per accertarsi che i propri eletti si comportassero dignitosamente…Ecco, questo consigliere…si divertiva a gridare “Peppino” ad un consigliere prospiciente il suo scranno, come se fosse la cosa più divertente del mondo.
Già trovavo vergognoso che la seduta di Consiglio fosse stata convocata per le 22 e alle 24 ancora non iniziava…Poi, una volta iniziata…tutto è stato di un tristezza infinita.
In 13 anni di battaglie ne ho viste di sedute consiliari, anche di bilancio…ma mai sono uscita demoralizzata come da questa. Vedere il Presidente della Commissione Cultura perdere le staffe, sbattere la boccetta d’acqua prima sul tavolo, poi per terra in piena crisi d’ira…perchè non gli sono state votate delle cose…mi ha dato un gran senso di amarezza.
E, grazie al Fatto Quotidiano, ho aggiunto un altro tassello a tutto ciò: venerdi pomeriggio, tra le 18 e le 19, tutto il gruppo PDL si è riunito in una sala attigua alla Protomoteca (dove si svolge in questo periodo il Consiglio Comunale a causa dei lavori di consolidamento nella Sala Giulio Cesare).
Io ero nel corridoio esterno, assieme ad altri dell’U.S.I./AIT, la sigla sindacale cui aderisco e alcuni Vigi Urbani.
Ad un certo punto…ho sentito volare urla incredibili e botte sui tavoli. Le mie favolose orecchie a sventola, hanno intercettato frasi tipo “tu non sai con chi cazzo parli” e altri epiteti su questa linea. I Vigili allarmati, hanno addirittura fatto avvicinare all’area anche i responsabili della Questura…”non si sa mai…”.
Lì per lì ho creduto si trattasse della querelle finiani-berlusconiani, non dimentichiamoci che venerdi c’è stata la resa dei conti.Invece, l’articolo del Fatto Quotidiano a firma Giancarlo Riccio mi ha chiarito tutto: l’on. Tredicine era all’arrembaggio.
Questi sono i nostri rappresentanti. Hanno un bel dire che saranno stati stressati dall’ora tarda e dalla discussione impegnativa, inframezzata da cornetti caldi nella sala adiacente e da lunghe pause (non sospensioni) del Presidente del Consiglio Comunale.
Ma la chicca, la vera chicca…riguarda l’ordine del giorno collegato alla proposta n.71/2010-Bilancio di previsione 2010 che nel dispositivo impegna il Consiglio Comunale di Roma, il Sindaco e l’Assessore competente “ad intavolare delle trattative con i proprietari dei centri di assistenza abitativa temporanea per addivenire all’acquisto degli immobili in modo da passare da un oneroso canone di locazione ad un investimento, che consenta di addivenire a centri di assistenza abitativa pubblici”.
Ebbene…Questo Ordine del Giorno (che, amministrativamente parlando, in sede di discussione del Bilancio diventerebbe un impegno di spesa se votato favorevolmente) a firma dell’onorevole Alzetta (Sinistra Arcobaleno Roma in Action), è stato bocciato. Ma, attenzione: è stato bocciato l’Ordine del Giorno n. 27, che aveva la sola firma dell’onorevole Alzetta. Identico Ordine del Giorno (IDENTICO!) ma avente, oltre la firma dell’onorevole Alzetta, la firma dell’on. Visconti (PDL) è passato. Non è stato bocciato. Ed era il numero 33.
A questo punto, quando io ho potuto verificare ciò, erano tipo le quattro di mattina della seduta di Bilancio e ho pensato di essermi sbagliata. Oggi, ho cercato di verificare con altri consiglieri presenti e sembrerebbe proprio essersi verificata questa anomalia. Perchè a me tale sembra. Ora, quale dei due Ordini del Giorno ha valore?quello bocciato o quello promosso?Tra domani e dopodomani chiederò all’Ufficio Consiglio del Comune di Roma di verificare se quello che ho detto corrisponde…e corrisponde…c’è anche la registrazione di Radio Città Aperta sullo scandaloso modo di votare gli Ordini del Giorno che si è tenuto nella notte tra venerdi e sabato. Urla da ambo gli schieramenti per confermarsi a vicenda i “si” e i “no”,mantenendo pollice verso per chiarire meglio il voto.
Concludendo, sono uscita amareggiata si…ma mai arresa….E, spero, la prossima volta che ci sarà una discussione come quella di un bilancio lacrime e sangue, come quello attuale…Roma partecipi più attivamente. Io resisto…e insisto!

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