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Il giorno del disastro.

Il 14 maggio a Roma c’è stata una meravigliosa, colorata e partecipatissima manifestazione: a sostegno della Freedom Flotilla, il convoglio umanitario che tanto da fastidio a Berlusconi…perchè tanto da fastidio al governo di Israele.
Il 15 maggio è stato l’anniversario della Nakba. Israele lo ha fatto concludere nel sangue. Quello dei Palestinesi Migliaia di profughi, manifestavano pacificamente. La loro unica colpa…essersi avvicinati troppo a ciò che un tempo era loro e che la Comunità internazionale ha consentito venisse loro scippato: la loro terra. Ovviamente…le dimostrazioni pacifiche fanno molta più paura: non ti danno le scuse per ammazzare indiscriminatamente. Eppure…neanche la Pace rispetta Israele. Politici italiani presi dalle elezioni…coa farete ora? Ora che avete mandato una missione di guerra in Libia per “aiuttare i ribelli”? come farete ad aiutare la Pace e i Palestinesi? che domanda! non farete niente! esattamente come avete fatto finora. Se non contribuire a far sprofondare nel baratro dell’oblio gli italiani. Saremo tante scimmiette: non vedo, non sento e non parlo…guardo il mio metro quadro e basta.
Quante morti ancora ci vorranno prima di capire che i Palestinesi, come molte altre popolazioni, hanno diritto alla loro autodeterminazione, alla loro terra, alla loro libertà?!. Sto diventando monotematica, me ne rendo conto da sola. Ma, oggi, parlando con un barista che mi chiedeva quale fosse la manifestazione di sabato a cui avevo partecipato…ho capito che, della “questione Palestinese” non ne parliamo abbastanza. Tutti presi dal nostro quotidiano: soprusi, angherie che questa classe governante di infimo livello perpetra quotidianamente, hanno portato l’italiano medio a guardare il proprio “metro quadro”. Poche sere fa ho visto La Cecilia, film, chiaro specchio di ciò che l’uomo è sempre stato. Un meraviglioso esperimento sociale termina per l’aridità e l’avidità delle persone. Il personaggio di Vittorio Mezzogiorno arriva a descrivere il gruppo di lavoratori più o meno così…non ricordo le parole precise: Si. Si spaccano la schiena dalla mattina alla sera…ma non per il bene collettivo…solo per il proprio. Ebbene…io non mi girerò mai dall’altra parte quando vedrò qualcosa che non va: che sia qui da noi, in Italia, o in qualche altra parte del mondo. E non riuscirò mai a dire “abbiamo noi tante cose da sistemare…pensiamo prima a quelle …e poi agli altri…”. Per me è sempre più vero che “il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo“. E VOI? COSA FARETE?